Presto potrebbe esserci un 11 settembre digitale. Una catastrofe. Ovvero il crollo di alcune infrastrutture come ad esempio dighe, ospedali o aeroporti. A lanciare l'allarme è niente di meno che l'Agenzia europea per la sicurezza delle reti e dell'informazione (Enisa), promotrice insieme alla Fondazione per la Ricerca e Tecnologia (Forth), della Summer School su Internet e Sicurezza, che ha preso il via stamane a Cnosso, sull'isola di Creta.
E' già successo infatti che interi paesi siano stati oggetto di attacchi attraverso Internet. E' il caso ad esempio dell'Estonia, sotto attacco da parte di sconosciuti per alcune settimane nel mese di maggio del 2007. In quell'occasione la Rete estone è rimasta per giorni quasi inutilizzabile a causa di un cosiddetto attacco "DDoS" (Distributed Denial of Service). In pratica per vari giorni le infrastrutture digitali dell'Estonia sono state attaccate da più di un milione di computer sparsi in tutto il mondo, mandando offline la maggior parte dei siti web estoni. Ma non solo. La possibilità concreta per cui una persona o un'organizzazione possa introdursi nei sistemi informatici di controllo di infrastrutture come ad esempio le dighe, o possa consultare e modificare dati personali presenti nelle banche dati custodite dalle istituzioni non sembrano più far parte di qualche fantasioso film hollywoodiano, ma della realtà. <A TARGET="_blank" href="http://ad.it.doubleclick.net/click%3Bh=v8/38a9/17/b8/%2a/c%3B216535189%3B0-0%3B0%3B39957207%3B4307-300/250%3B32850505/32868382/1%3B%3B%7Esscs%3D%3fhttp://oas.repubblica.it/5c/repubblica.it/nz/hi-tech/interna/1207676711/Middle/OasDefault/Samsu_Galax_NwTe_SqIns_140909/samsung_square_tecnologia.html/34663331356130313439656464383530?http://www.galaxysamsung.com/"><IMG src="http://m1.emea.2mdn.net/1754951/300x250..gif" alt="" BORDER=0></A> <A href="http://oas.repubblica.it/5c/repubblica.it/nz/hi-tech/interna/1207676711/Middle/OasDefault/Samsu_Galax_NwTe_SqIns_140909/samsung_square_tecnologia.html/34663331356130313439656464383530?http://ad.it.doubleclick.net/jump/N3991.manzoni_network/B3788859.3;sz=300x250;ord=1207676711?"> <IMG src="http://ad.it.doubleclick.net/ad/N3991.manzoni_network/B3788859.3;sz=300x250;ord=1207676711?" BORDER=0 WIDTH=300 HEIGHT=250 ALT="Click Here"></A> I tempi cambiano, quindi, non più dirottamenti di aerei o attentati dinamitardi. Il pericolo terroristico, ma anche - e forse soprattutto - quello di chi specula finanziariamente arriverà da Internet. Che sia l'ennesimo ultimatum di Al Qaeda, o l'intrusione in qualche istituzione finanziaria, fino ad arrivare al semplice hacker in preda a un delirio di onnipotenza, sta di fatto che l'Unione Europea, a detta della sua stessa Agenzia per la sicurezza informatica, è in pericolo. E bisogna fare presto. "Senza inutili localismi, ma aumentando le risorse umane e finanziarie, favorendo un coordinamento efficace fra i tanti, tantissimi, enti nazionali che si occupano di sicurezza informatica. Come se non bastasse, a infoltire le fila delle cassandre 2.0, a conferma dell'analisi dell'Agenzia è intervenuto Peter Freeman, professore emerito del Georgia Institute of Techonology, presente anche lui alla conferenza. "Qualcosa sta per succedere - ha affermato - spiegando come ancora troppo poco si sta facendo per tutelare privacy e sicurezza degli utenti e delle istituzioni. Un binomio, quello fra privacy e sicurezza, inscindibile - avverte il decano del prestigioso istituto americano. Il dado è tratto, dunque. L'allarme è stato lanciato. Forte e chiaro. A rischio non solo la fiducia in Internet, ma vere e proprie infrastrutture guidate, gestite, sviluppate da sistemi informatici. Una vulnerabilità, quella del sistema Europa, che il direttore dell'Agenzia Enisa non si spinge a quantificare nel dettaglio. Ma che, secondo gli strumenti a sua disposizione, è preoccupante. Molto preoccupante.
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