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Ego-Surfing e la ricerca degli omonimi |
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lunedì 14 aprile 2008 |
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Una volta, consultando l'elenco del telefono, poteva succedere di scoprire di avere un omonimo, con il stesso nostro nome e cognome, di cui ignoravamo l'esistenza. Oggi grazie a internet, Google e alla globalizzazione delle informazioni e dei dati personali è facile scoprire di avere omonimi che vivono in altre città, magari in altri Paesi. Si tratta del fenomeno dei "gemelli di nome" detti Googlegängers (neologismo decretato dall'American Dialect Society il più creativo coniato lo scorso anno).
L'omonimia sul web però può causare anche problemi e non tutti la gradiscono: le identità degli omonimi infatti vengono spesso confuse creando problemi nel lavoro e nella vita privata. C'è ci vorrebbe la propria pagina web tra i primi risultati di Google e invece deve competere con i siti dei gemelli di nome, chi ha già trovato il proprio nome assegnato come dominio a qualcun altro, e così via. Oltre a Google, primario strumento utilizzato per l'ego surfing, in rete esistono molti siti espressamente dedicati alla ricerca dei propri Googlegängers: dalle pagine di SameNameAsMe (, a blog personali e ai gruppi di Facebook, dove si sono riuniti 1.224 Mohammed Hassan. Secondo gli esperti di scienza sociale l'innata predilezione e il desiderio di stabilire un legame con chi ha il nostro stesso nome deriva da un'inconscia attrazione verso chi ci somiglia. |